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Accademia dei Combattenti

L’Accademia nacque come un giogo, un fardello posto sulle Casate, un fattore di controllo sociale: di fatto un ricatto continuo.
Fondata da Re Alastor Argantis in persona come Regia Accademia delle Arti Militari, era in realtà il tributo peggiore che il trono imponeva alle Casate: un tributo di carne e sangue, un tributo di discendenza. Al fine di mantenere una presa più salda sulle Casate ed evitare una loro ribellione, il Re impose che ogni nobile famiglia inviasse all’Accademia il primo maschio per “beneficiare” del miglior addestramento militare possibile in tutta Lunaria, per poi servire come esponenti di spicco dell’esercito.
I ragazzi vivevano in una zona isolata della corte, sì nel lusso, sì ricevendo un insegnamento prezioso, ma di fatto in un magnifico carcere dorato. Si narra di Casate minori lontane che tentarono di inviare ad Alastor un loro schiavo o un sicario spacciandolo per il primogenito e si narra di come la violenza del sovrano si abbatté sull’intera famiglia una volta svelato l’inganno.

Non c’è da stupirsi che proprio da questa Accademia iniziò a muovere i primi passi il lungo cammino che portò alla deposizione del corrotto sovrano, fungendo da rete di informazioni tra le Casate dissidenti, proprio sotto l’occhio dell’Unico Guardiano.

Il Nuovo Corso

Il periodo di disordine che seguì la creazione del vuoto di potere dovuto all’uccisione del Re, spinse il neo formato Alto Consiglio a sfruttare il sistema “scolastico” dell’Accademia per formare soldati in grado di fronteggiare le tante guerre tra Casate che la nuova Era portava con sé, accogliendo non solo più nobili ma anche genti del volgo.

Questo negli intenti almeno. La corruzione e il nepotismo non tardarono a manifestarsi e a sostituirsi al mero dispotismo della precedente reggenza: l’amministrazione dell’Accademia fino a quel punto era appartenuta al Re e alla sua famiglia, ora apparteneva a chiunque fosse in grado di comprarne un po’, sfruttando i canali che un’Accademia di guerrieri è in grado di fornire.
Non sorprende più di tanto quindi che dopo una decade incerta, la reggenza dell’Accademia sia tornata nelle mani della Casata Argantis: lo stendardo del Grifone è tornato a sventolare sui tetti del grande edificio nella capitale: la voglia di riscattare la propria famiglia, unita ai segreti che i Combattenti si tramandano tra loro, garantirono un funzionamento più austero, ma molto più concreto.
Paradossalmente la minaccia offerta dal Nexus fu quasi provvidenziale in tal senso. Il peso militare dell’Accademia crebbe ulteriormente, riscuotendo un successo obbligato dal nuovo oscuro pericolo: le fila di quelle creature sembrano inesauribili, proprio come quelle delle vedove che creano.

Per questo l’Accademia, o per meglio dire la Casata Argantis, fu ben lieta di appoggiare il progetto che diede vita al semipiano di Vilegis, vedendo in questo un ottimo modo per addestrare formalmente nuove “scorte” di soldati da un lato, e istruire gli eroi più meritevoli da un altro, valorizzando così la propria posizione: il prestigio di un’Accademia di guerra in un terreno di battaglia può solo che crescere.

Alarion Argantis, l’attuale Reggente, incarna tutto lo spettro delle peculiarità della sua Casata: severo quanto letale, conserva molto dei vecchi metodi di gestione della sua Accademia, compreso l’amministrare le situazioni ambigue con polso, ed a volte con sospetta indulgenza… a patto che il nome dei Combattenti ne esca pulito.