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Accademia dei Maghi

Le fondamenta stesse di Lunaria sono solidamente ancorate a correnti magiche e la comprensione delle Gemme, dei loro moti e della loro natura non può prescindere da un’intima conoscenza della magia. La stessa Vilegis ne è permeata dal momento in cui venne intessuto il Rituale della Chiamata per rendere possibile l’adunata per la Battaglia di Vilegis.
Stando così le cose non c’è da stupirsi del ruolo dell’Accademia dei Maghi nella storia di Lunia né della sua posizione in prima linea contro le forze del Nexus.

Nonostante l’Accademia non fosse ufficialmente riconosciuta prima della caduta della monarchia la sua storia ha radici profonde almeno quanto quelle delle istituzioni ufficiali, ma la sua visibilità è emersa solo dopo l’instaurazione dell’Alto Consiglio: prima di quel momento i maghi erano perseguitati dal Re che li additava come responsabili della comparsa del Nexus e al tempo stesso li vedeva come una possibile minaccia alla sua posizione, dato che erano gli unici in grado di risalire al Rito del Fondamento e di comprenderne le dinamiche per torcerglielo contro.
Oppressi dal monarca e perseguitati dal suo esercito i maghi fecero ben presto fronte comune dimenticando qualsiasi ostilità interna e ponendo in secondo piano le finalità del loro potere per rivendicarne il diritto al suo utilizzo: divennero in questo modo gli alleati naturali delle Casate in rivolta con le quali collaborarono per riscattare la propria libertà.

Imperius

Della rivolta non esistono cronache: fu un periodo buio, dove il più basso istinto di potere si unì all’idealismo, ma alla fine il Re cadde per mano del suo stesso figlio. Il come, oggi, non ci è dato saperlo, ma si mormora che il principe stesso manifestasse sin dalla nascita capacità magiche, cosa che mise lo stesso Re in difficoltà in diverse situazioni pubbliche e che conferì ai maghi un ruolo ancor più vistoso nella ribellione: un ruolo impersonificato nella figura di Imperius.
Questo mago, il cui vero nome rimane sconosciuto, ha assunto su di sé il manto della leggenda guidando i suoi pari durante i tumulti e gettando le basi per l’attuale Accademia, mantenendone le redini per anni. Si dice anche che fosse stato lui a ritrovare il Rito del Fondamento, ma di questo non vi è conferma, così come sono dai più ritenute delle dicerie le sue abilità, tra cui quella di cambiare aspetto, il parlare con gli animali e altre ancor più fantasiose. Dicerie di fronte alle quali tuttavia i membri più rispettati dell’Accademia diventano pensierosi e non si sbilanciano.
Anche Imperius è sparito senza lasciar traccia, come molti dei personaggi di quell’epoca, tuttavia la sua eredità è viva ancora oggi e costituisce il merito più grande dei maghi dopo la ribellione: il non aver perso la propria autonomia e il desiderio di libertà nell’inseguire i loro studi.

Liberi

Condividere questa visione è sempre stata una condizione imprescindibile per i successivi Reggenti: un secolo di storia è troppo breve per dimenticare le persecuzioni e coloro che hanno seguito le orme di Imperius si sono continuati a battere per rendere l’Accademia un luogo libero e neutrale, immune a ideologie e distinzioni tra bene e male, dove uomini e donne dotati del dono della magia potessero dedicarsi ai propri studi senza essere distolti da altro.
Al tempo stesso queste guide illuminate hanno reso l’Accademia un centro di studi su ciò che riguarda Lunaria e, ultimamente, su ciò che riguarda il Nexus.
L’attuale Reggente, Nestor Esperus detto Meriggio, è un uomo dalle aperte vedute che continua con devozione l’opera dei suoi predecessori: maghi della luce insegnano ad aspiranti necromanti, così come biechi demonologi condividono il proprio sapere con seguaci del bene. Meriggio stesso si è reso protagonista di un’acceso diverbio quando, sul finire dell’anno 101, ha tratto in salvo, difeso, e promosso a suo vice, un mago le cui condizioni di ingresso a Vilegis sono rimaste nebulose, e di cui Meriggio inizialmente conosceva nient’altro che il nome: Edmund Septimus Deshant.