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Accademia dei Sacerdoti

Prima della costituzione dell’Accademia dei Sacerdoti la vita dei fedeli su Lunaria era spesso sottomessa ad esigenze di tipo politico: in un contesto dove il vincolo di appartenenza più sentito era quello relativo alla Casata, era quasi scontato che i posti di potere all’interno delle gerarchie ecclesiastiche fossero terreno di battaglia per i rampolli di qualche famiglia nobiliare piuttosto che posizioni da cui un sacerdote illuminato potesse dirigere i fedeli.

Essere all’interno di una Chiesa dava un’influenza politica trasversale rispetto ai confini territoriali, qualcosa di unico a cui nessun nobile avrebbe rinunciato con leggerezza.Questa guerra sotterranea per il controllo dei luoghi di culto e delle menti dei fedeli si intensificò a dismisura dopo la caduta del Re: se prima la religione veniva imposta per ordini più o meno impliciti, ora la libertà aveva dato a tutti la volontà di proclamare ciò che si riteneva giusto.

Nascevano luoghi di culto non riconosciuti in tutte le Gemme di Lunaria, a volte andando contro culti già affermati, altre instaurando delle vere e proprie crociate teologiche contro determinati credi. Nuovi dèi sembrano spuntare su ogni altare, spesso nati dal desiderio di una ciotola per le offerte piena. A risentire maggiormente di questa situazione erano proprio i fedeli che ai sacerdoti si rivolgevano alla ricerca di una guida spirituale. Il malcontento del popolino e l’esasperazione dei chierici devoti portarono a un movimento di rivolta nelle singole Chiese che cominciarono ad esercitare funzioni alternative a quelle ufficiali con i pochi mezzi che avevano a disposizione; ne seguì un periodo di grande confusione per il clero: a seconda delle situazioni si ebbero cacce all’eretico contro i “puristi”, cerimonie segrete, scontri violenti, omicidi, e quant’altro; il tutto fomentato dall’influenza delle Casate, divise tra chi vedeva in questo gioco solo un’altra possibilità di estendere il loro potere e chi invece si rattristava di fronte all’ennesima contesa che avrebbe sparso sangue.
I sacerdoti ribelli stavano decisamente avendo la peggio, anche perché i fedeli venivano facilmente manipolati dai nobili e quelli che si schieravano con i ribelli erano a loro volta perseguitati: un momento di svolta si ebbe solo quando i chierici di diverse Chiese si riunirono e decisero di mettere assieme le proprie risorse e adottare una linea d’azione comune mettendo da parte, almeno per il momento, le divisione dovute ai diversi culti. Si trattò di una scelta sofferta il cui prezzo da pagare per una maggior sicurezza e unità fu sacrificare l’intimità del proprio credo: nacquero così luoghi di culto comuni, cerimonie condivise, giuramenti di lealtà e fratellanza. Nacque così il Conclave dei Sussurri, unendo cinque dei culti maggiori di Lunaria.

Il Conclave dei Sussurri

All’inizio questo sodalizio venne perseguitato con ferocia dagli uomini delle Casate minori che avevano agito durante la delicata fase della ricostruzione persino contro direttive dell’Alto Consiglio, accaparrandosi le Chiese; tuttavia, con il passar del tempo, furono sempre più i chierici che abbandonavano le strutture ufficiali per unirsi alla neonata società segreta.
La leggenda vuole che nelle Chiese non rimase più un solo uomo in grado di invocare il nome degli dèi, la storia è invece più mite su questa affermazione: rimane il fatto che a un certo punto divenne chiaro che coloro che provavano un’autentica devozione verso uno dei cinque patroni di Lunaria si erano tutti spostati tra le fila del Conclave, all’interno del quale, parallelamente, andava sviluppandosi un processo di condivisione della conoscenza e di approfondimento tra i culti, per la prima volta accorpati in un pantheon coerente.

Le stesse Casate si resero conto che il vero potere spirituale si era spostato altrove e mantenere le redini delle Chiese come vuoti apparati burocratici era solo controproducente agli occhi dei fedeli; non era inoltre infrequente trovare nobili all’interno delle cerimonie clandestine: anche i potenti avevano bisogno di una guida e vi era una larga fetta di mercanti, artigiani e funzionari che non aveva scrupoli a confondersi in mezzo a questi presunti ribelli che andavano man mano aumentando il proprio prestigio. La politica cominciò a ritirare le sue pedine e i templi si svuotarono dei falsi sacerdoti corrotti che non avevano ormai più nulla da amministrare; tuttavia il Conclave non tornò di sua volontà a riempire quelle sale, ma fu finalmente l’Alto Consiglio a convocare una delegazione delle guide dell’organizzazione.

Durante questo storico incontro, nel quale venne siglato il Patto dei Sussurri, l’Alto Consiglio si impegnò a riconoscere il Conclave come un’istituzione ufficiale di Lunaria, a far ritirare gli uomini dei loro Araldi dalle Chiese e a svincolarli, nel momento in cui qualcuno di loro avesse sentito la vocazione per una divinità, dal vincolo di obbedienza, almeno formale, nei loro confronti; inoltre avrebbero concesso i terreni su cui sorgono i luoghi sacri in proprietà al Conclave dei Sussurri affinché li assegnasse alle Chiese di competenza; infine, donarono altri beni in modo che potessero essere mantenute le strutture amministrative e che vi fossero un minimo di introiti per rendere le Chiese meno dipendenti dalle donazioni dei fedeli.
Dall’altra parte il Conclave si impegnava a ricostruire le Chiese, a diffondere il culto dei cinque patroni come religione ufficiale di Lunia e delle Gemme tutte, e a divenire l’unico interlocutore per la politica riguardo le faccende religiose.

L'ALLEANZA DELLE FEDI

Il nome di Conclave dei Sussurri venne abbandonato in favore di un più neutro Alleanza delle Fedi, o Accademia dei Sacerdoti, come hanno preso a chiamarla per analogia alle altre corporazioni; il simbolo adottato fu una torre a sottolineare lo spirito inamovibile con cui i sacerdoti sopportarono le persecuzioni, protessero la fede e mantennero le posizioni durante la contrattazione.
In principio la ripartizione di quanto concesso dalle Casate avvenne in maniera equa, ma con la prosperità e il tempo i vecchi dissapori tra i culti tentarono di riaffacciarsi nella convivenza tra i fedeli; per questo l’Accademia divenne, oltre che un intermediario politico per l’esterno, anche un giudice delle vicende tra le chiese stesse chiamato di volta in volta a far sentire la sua autorità per evitare faide interne.

Il Culto dei Cinque divenne una caratteristica propria dell’Alleanza, sviluppò propri dogmi, comuni alle cinque dottrine, orientati all’armonia e alla convivenza tra le divinità di Lunaria e mantenne alcune delle cerimonie nate in clandestinità; fece inoltre da collante tra i fedeli che in suo nome appianarono diversi contrasti, o almeno li rese più tolleranti verso chi seguiva una divinità differente. Altra eredità tramandata dai giorni del Conclave dei Sussurri è lo spirito di ricerca che accomunò i sacerdoti quando scoprirono i punti in comune delle proprie divinità e videro come le leggende più antiche si intrecciavano tra di loro nel passato mitologico di Lunaria. Con la minaccia del Nexus e la creazione di Vilegis per i sacerdoti si è aperto un nuovo orizzonte di studi: come possono esistere infinite divinità e qual’è il loro messaggio, com’è possibile collegare tra di loro i piani, come possono determinate fedi, diverse e così lontane dai luoghi in cui sono professate, avere così tanti punti in comune.
Queste sono solo alcune tra le domande che vengono poste e discusse nelle sale dell’Alleanza, e la sede di Vilegis è il punto d’osservazione perfetto per proseguire nella ricerca.

L’attuale Reggente, Eligio Eleuterio Aleandri, è quanto di più atipico per chi immagina un uomo di fede. Ex membro dell’Accademia degli Esploratori, Eligio ha avuto la sua chiamata divina durante un concitato quanto mistico episodio della sua vita. E’ stato uno tra i potenti studiosi e incantatori tra maghi e sacerdoti che hanno contribuito a espandere i portali per Vilegis; uomo curioso e privo di velleità di potere politico, è la persona ideale per convogliare presso la sua Accademia culti provenienti da infiniti mondi, con lo scopo di condividerne precetti e dogmi: comprendendo ciò che ci circonda, si comprende se stessi.