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Neravaren

In tutti i mondi, interni ed esterni a Lunaria, alcune divinità sono legate ad aspetti del ciclo naturale, altre a caratteristiche umane che incarnano ed esaltano, altre ancora estendono la propria protezione a delle inclinazioni o a delle attività. In questo terzo gruppo di difficile identificazione possiamo collocare Neravaren, il Dio dell’Intuizione, Patrono dell’Oltre.

Appellativi: il Dio della Soglia, il Compare dei Folli, l’Osservatore degli Dei
Simboli: uno specchio semi coperto, un pezzo di pane sbriciolato, un viandante che ride, un sentiero che si perde all’orizzonte
Concept: il viaggio, la scoperta, il rischio, l’intuizione, la follia
Colori: argento, viola e blu

Non si tratta di una divinità dai contorni definiti, al contrario tutti coloro che ne parlano si sentono autorizzati ad assegnare al dominio di tale divinità le peggiori nefandezze e gli atti più disparati: è il dio dei folli, degli inganni, dei viaggi per mare, dei corrieri, delle porte, delle strade, dei sussurri, delle spie. I fedeli di Neravaren sono proprio dei gran ciarlatani!
Sono quelli che trovi nelle fiere, che imboniscono e spaventano i bambini, quelli che truffano gli adulti con il gioco delle tre carte, sono le indovine che ti predicono la sorte e ti soffiano le monete mentre ti distraggono con le loro lusinghe. Non ci sono devoti di questa divinità tra la gente comune, tra quelli banali. Non ci sono contadini che lo pregano per il buon raccolto, né guerrieri che si assicurano la sua protezione prima di scendere in battaglia o gestanti che si affidano a lui durante il travaglio.

La sua Chiesa non è diffusa come le altre, i templi non rispondono a canoni architettonici predefiniti e i suoi altari si possono trovare ovunque: esiste, certo, una Chiesa ufficiale con i propri luoghi di culto e ritrovo, ma nasce solo successivamente all’Accademia dei Sacerdoti e più per colmare un vuoto istituzionale che per vere esigenze di fede.
Il vero potere della Chiesa di Neravaren si annida altrove, nelle logge dei suoi fedeli, nelle mani di coloro che ascoltano la voce del Dio e che poco si curano delle faccende temporali. Se infatti si sposta lo sguardo dal culto che la gente comune professa del Signore dei Volti si vedranno studiosi e mistici che a lui si rivolgono nell’intraprendere le proprie ricerche. Non si tratta di nulla di convenzionale ma sempre della ricerca di qualcosa di nuovo: che siano terre inesplorate, formule alchemiche ancora sconosciute, nuovi piani di esistenza o perfino indagini su ciò che separa la vita e la morte: addirittura alcuni spadaccini particolarmente intraprendenti si affidano alla sua guida durante i duelli. Persino alcuni medici alle prese con la pazzia, oltre che i matti veri e propri, chiedono consiglio a Neravaren, così come fanno coloro che devono decifrare un oracolo o chi si trova alle prese con un enigma, un codice criptato o un rompicapo di qualsiasi genere.

Neravaren non ha dogmi troppo rigidi per i suoi fedeli, al contrario richiede che questi abbiano una mente aperta e tollerante: questo spiega perché non si è mai sentito parlare di un’inquisizione in suo nome e perché le varie sette vadano generalmente d’accordo tra di loro: anche quando si pestano i piedi le cose si risolvono in fretta, spesso con parecchi morti, ma velocemente.

Tra le sfere di influenza della divinità vi sono i viaggi interplanari: quale attività comporta infatti una dose maggiore di rischio, di curiosità e di follia dello spostarsi attraverso le dimensioni? In realtà si sospetta che sia stato più l’entusiasmo per la creazione di Vilegis a far “convertire” molti dei suoi fedeli, ma è innegabile che con la creazione del campo di battaglia diversi esponenti del culto hanno alzato la testa dalle proprie carte o dai propri esperimenti ed hanno cominciato a interessarsi più attivamente alle dinamiche dell’avamposto, portando giocoforza alla luce alcuni dei precetti condivisi del Dio in modo da potersi presentare in maniera compatta e prendere il loro posto al tavolo assieme alle altre Chiese per tutelare i propri interessi, lasciati a lungo a loro stessi.

Nasce così l’ortodossia di Neravaren, un processo che su Lunaria è ancora in corso per dettagliarne cerimonie e dogmi condivisi; un processo che sta coinvolgendo con grande entusiasmo i suoi fedeli che per la prima volta si trovano a confrontarsi uniti da un reale interesse per la propria fede in quello che viene ormai definito il Secondo Conclave – in contrapposizione al primo che vide nascere la Chiesa assieme all’Accademia dei Sacerdoti, un momento sicuramente importante ma che non fu in grado di unire realmente i fedeli come invece sta facendo ora la battaglia per l’Alto Guardiano con i suoi imprevedibili echi, o il Nexus e il mistero che rappresenta.

I precetti della divinità, come detto, sono pochi e non del tutto chiari: solo ultimamente si è cercato di confinarli in frasi precise, per venire incontro ai tanti che si stanno avvicinando a questa fede:

● Neravaren è il Dio della scoperta, del superamento dei limiti, di qualsiasi tipo essi siano: fisici, mentali, emotivi, geografici.
● Egli presiede alla comprensione, non allo studio: gli è gradita la ricerca, non la perfezione.
● Ogni cosa ha un significato, se così non sembra siamo noi che non riusciamo a vederlo.
● Tutto ciò che appare illogico o incomprensibile è un punto di contatto con il Dio attraverso la ricerca e la comprensione.
● Il rischio è un’incognita sul futuro, il salto verso lo sconosciuto viene sempre incoraggiato.
● Non sottovalutate la banalità, spesso la risposta è semplicemente davanti a noi.

La simbologia di Neravaren è uno dei pochi concetti che è stato tramandato sin da principio in forma chiara: perché come simbolo il pane sbriciolato? Perché rappresenta le briciole di conoscenza di cui si nutrono gli umani, nelle rappresentazioni più antiche si può trovare Neravaren che nutre gli umani con una quasi sarcastico metafora del contadino che sfama le proprie galline.
Neravaren è il Dio del limite, della soglia, del confine, non importa come inteso. Lo specchio velato è un richiamo a una delle leggende più arcane della Divinità: sembra che il Dio, una volta mortale (ma c’è chi sostiene che fosse uno dei Creatori) guadagnò il proprio status divino dopo essersi specchiato in un misterioso artefatto di cui si ignora ogni altra notizia.
L’immagine del viandante che ride vuole richiamare l’aspetto più leggero del Dio: si tratta anche del Dio del viaggio, dei ciarlatani, degli uomini che vanno per mare… di tutte quelle persone che rischiano ogni giorno e non accettano costrizioni dalla vita e dall’autorità; i detrattori lo identificano anche come il Dio dei criminali, in un certo senso.

E’ certo che l’Accademia dei Sacerdoti, nella fattispecie con chierici e uomini di fede di Neravaren, ha collaborato attivamente con l’Alto Consiglio e l’Accademia dei Maghi per operare il Rito della Chiamata che conduce chi vi risponde a Vilegis.

Il Dio della Soglia, sornione, osserva chi transita per i suoi domini.