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Battle for Vilegis 105

Il Sestante, un importante artefatto desiderato dal Nexus e consegnatogli direttamente dagli avventurieri in passato, apre la quarta Chiamata per la Battaglia di Vilegis facendo parlare di sé e dei suoi possibili nefandi utilizzi anche a causa del ritrovamento di un particolare testo che ne mette in luce una storia poco chiara ma certamente pericolosa.

La serata, e la prima mattina si succedono tra i primi energici scontri, ambascerie, e prime alleanze. Giusto il tempo per riorganizzare le idee tra le varie battaglie campali, e tutti i nativi di Lunaria hanno un mancamento, un eco di risonanza negli Spettri: il mondo di provenienza del Sestante (piano di provenienza di un gruppo di uomini e donne di Altea) è indubbiamente un Mondo Ancora, poichè è caduto per mano del Nexus, distrutto dall’esistenza per come la conosciamo. Chiunque, distrutto nell’animo, porta il cordoglio alla Brigata del Falco che improvvisamente viene privata di tutto ciò che aveva e per cui combatteva questa Battaglia; questa guerra, di fronte alla prima grande sconfitta contro i Figli della Rovina non vi sono più campi o ideologie, nativi o esterni, il dolore è negli occhi di tutti.

Continua così, sotto un terribile vessillo, la Battaglia per Vilegis di questo anno: fiaccati nello spirito ma irati nell’anima, nessuno vuole dimostrare di aver accusato il colpo, tantomeno al Nexus il quale, per giunta, risulta iniziare ad essere resistente agli unici punti deboli conosciuti, le armi incantate tramite magia e fede. Si decide immantinente di forgiare un’arma che abbia come scopo unico la distruzione e l’annientamento dei Figli della Rovina, chiamando a raccolta ogni persona abile che calchi piede su Vilegis in quel momento: viene approntato un rito in cui ogni componente che in futuro costituirà l’arma deve essere creato, dal materiale all’energia, dagli incantamenti agli strumenti, un complesso meccanismo la cui organizzazione viene presa in mano e gestita in gran parte dagli avventurieri. Sotto la conoscenza della nuova Accademia Cercatori ufficializzata in questa Chiamata, si decide di rievocare lo scontro Vilegis stessa combatté pochi anni prima su quella Gemma contro il Nexus, facendo combattere plotoni alternati di guerrieri coordinati da veloci sentinelle contro il sicuro attacco del Nexus, mentre attorno alla forgia si alterneranno ritualisti, alchimisti, studiosi di Rune e forgiatori.

Si è concluso il pomeriggio del terzo giorno, carico di battaglie e numerosi assedi, il piano è pronto, quando i tre esponenti delle fazioni del Nexus, Noctifer, Sophos e Archègonos, mostrano il loro rinnovato potere comparendo all’interno del Praesidium e prendendone possesso, l’unico luogo della cittadella sopravvissuto all’ira del Re e verso cui il Nexus provava un moto di timore. Minacce di annientamento, le fazioni dei Figli della Rovina unite contro il progetto dell’Arma, l’invito a non forgiarla in cambio di pietà: nessuna buona notizia dagli ambasciatori che hanno preso l’onere di parlare con i tre; nessun patto, nessun cedimento, nessuna paura, la risposta unanime degli esterni.

Al calar del sole, forti della voglia di vendetta, tutti sono pronti ai propri posti sulla piana ma all’iniziar del rito l’assalto del Nexus, è chiaro che questa volta il Nexus non risparmia energie: più di uno di loro appartiene a Spettri che sono stati decimati, quindi ancora più potenti, come una valanga che travolge un giovane virgulto, i Figli della Rovina annientano quasi totalmente ogni passaggio del procedimento, dimostrando una potenza di cui nessuno si immaginava l’entità. Non tutto è perduto, qualche procedimento dimostra essersi salvato dalla furia distruttiva, permettendo di porre in futuro nuove basi per ritentare e portare avanti la forgiatura dell’arma contro questo nemico pian piano sempre più forte.

Un corpo separato di avventurieri si occupa, nel mentre, di mantenere i contatti con l’Alexis dell’altra realtà, il quale desidera che venga mantenuta fede al patto stipulato: lui avrebbe tenuto segregato il Re nella sua realtà in cambio della cessione di un esponente del Nexus di questa, da lui totalmente annientati. Cosci di essere riusciti già in un’impresa simile durante le precedenti chiamate, viene con rapidità approntata una versione rivista del piano di cattura tramite la Trappola delle Candele all’interno dell Frattura, tuttavia Alexis tiene a precisare che per rendere possibile il passaggio della creatura attraverso la due realtà sarà necessario che uno o più degli avventurieri si sacrifichi per permettere il processo. In ciò che stava procedendo bene, una macchia nera si palesa, una scelta difficile, la ricerca di volontari senza i quali tutto perderebbe senso. Consci del fatto che il loro sacrificio permetterà l’allontanamento della minaccia del Re ancora per qualche tempo e l’eliminazione di un nuovo Nexus da questa realtà, col cuore colmo di rabbia ma anche fredda determinazione, ben più di dieci offrono la loro esistenza per questo scopo. Il posizionamento delle Candele precedentemente trattate all’interno della Frattura risulta difficile a causa della presenza massiva del Nexus, ma un aiuto inaspettato viene da parte di Archègonos il quale, senza addurre spiegazioni, supporta i plotoni di avventurieri. Seppur confusi da questa strana mossa, una volta catturato il Nexus, i dieci sacrifici lo scortano da Alexis. Dieci ne entrano, sette ne escono, piangendo per i tre dispersi tra le realtà lungo il viaggio, ma felici di aver completato questa spinosa parte del patto stipulato. Lunaria, e tutti i mondi, saranno di nuovo al sicuro dal Re. Per ora.

La vita non si arresta, gli accadimenti si susseguono incessanti notte e giorno: tra strani ed oscuri movimenti dell’Apostolo del Demiurgo della Dominazione il quale, accompagnato da una figura femminile alquanto inquietante ma dal sorriso gentile, tra altre cose richiede agli esterni il rapimento di un Opale, che risulta essere l’Alto Consigliere della casata Sinesta (casata che, sembra, essere in grado di controllare l’Opale da cui il loro corpo è posseduto); tra la creazione di due nuovi Dekatristi con metodi sempre più precisi ma ancora perfezionabili; tra l’importante e fondamentale ufficializzazione di un’Assemblea degli Esterni, la quale avrà il compito di dirimere questioni tra gli esterni e le casate assegnate dall’Alto Consiglio per immettere ancora di più i non nativi nella politica di Vilegis; tra l’arrivo del secondo Araldo della casata Soldraconis, a lungo atteso e pronto a confrontarsi con la difficoltà di nuovi ed esigenti Riti di Sangue richiesti al Guardiano; tra la possibilità di inviare delle sonde nell’Intercapedine per capire, in un futuro, se il proprio mondo è un Mondo Ancora o meno; tra la richiesta delle Casate non in campo di non restare indietro nella ruota dell’Eco del Fondamento, con la possibilità di sintonizzare altri Spettri a quello della casata per cui si sta combattendo; nessuno perde di vista lo scopo principe della Battaglia per Vilegis: eleggere un nuovo Alto Guardiano.

Battaglie campali, ambasciatori e guerrieri, tutti si avvicendano nella distesa della Gemma per permettere allo Spettro che si serve di vincere ed espandersi in tutti i mondi. Scontri incessanti, sconfitte a denti stretti, vittorie sudate sul filo della spada, la giostra decreta i suoi vincitori. Soldraconis ottiene il titolo di Guardiano Protettore di Vilegis; Radiant ottiene il titolo di Guardiano Custode; Brandis è di nuovo Alto Guardiano.

Che sia un anno di Contesa ad oltranza, di Onore nei confronti, di Guerra incessante verso i nemici. Che l’anno dell’Orso abbia inizio.