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Echoes of War 104

L’Eco che segue la Battaglia per Vilegis vede calare l’ombra del Grifone sul conflitto tra le Casate: Alarion Argantis, nominato Guardiano dall’Alto Consiglio e affiancato da Cesar Vanantes come Araldo, decide di schierare immediatamente le proprie forze aprendo le porte del suo campo ai migliori avventurieri che solcano le terre di Vilegis, appoggiato da tanti (e a volte insospettabili) nobili di Lunaria.

L’attenzione viene tuttavia catturata principalmente dall’imponente cinta di mura su cui garriscono i vessilli del Nexus, a protezione della Frattura e ben permeate dallo Spettro della Materia: palesatasi in una sola nottata, secondo testimonianze dei nativi, lascia presagire che non vi sarà riposo alcuno durante questa Chiamata.

Sotto pressione della necessità di conoscere cosa stia accadendo al loro interno, date anche le terribili rivelazioni del Reggente Eligio che ha monitorato la situazione, si sferra un attacco per entrare nella prima cerchia delle mura Nexus

L’inaspettata condivisione della conoscenza sulla forgiatura runica, unita a due rituali ad opera dei sacerdoti e dei maghi, riescono a lanciare un’energia scandagliante verso alcuni santuari visibili nella prima cerchia di mura, mentre il grosso degli eroi tiene a bada il Nexus; tuttavia i Figli della Rovina, tramite un’astuta strategia, riescono a catturare un cospicuo numero di attaccanti all’interno della fortificazione. Solo il volontario sacrificio del Guardiano Onofrius Radiant permetterà il recupero degli ostaggi, riscontrando comunque delle perdite definitive nello schieramento degli avventurieri.
Mentre i rituali espongono dati incerti ma sicuramente infausti, in quanto i santuari sembrano collegati con ciascun mondo di provenienza dei non nativi, un minuto gruppo di eroi capitanato da Jaluss Kybernes, Araldo della Fenice, riesce a penetrare la prima cerchia della fortezza con il duplice scopo di recuperare il proprio Guardiano e posizionare delle Pietre Essenza preparate dal Fulcrum per analizzare i santuari; scoperti e aggrediti, con Jaluss ferito gravemente, solo l’arrivo di un Figlio della Rovina che fa incredibilmente cessare l’attacco del Nexus permette a tutti di fuggire dopo aver dichiarato il proprio nome: Somniatus.

La mattina successiva mentre l’Araldo di Radiant Edoardus Corvus, costretto da un giuramento di lealtà si schiera come Araldo di Argantis, Jaluss è in fin di vita a causa della ferita del Nexus: viene contattata una giovane della Casata Verania, Luna, che tramite il potere unico della sua famiglia e l’ausilio dei metodi di cura di ciascun cerusico di Radiant, riesce a salvare la vita al Kybernes, venendo richiesta a gran voce come secondo Araldo della Casata della Fenice.

Alarion, ricordati stralci di vita durante la dominazione da parte del Re, permette il recupero di alcuni testi importanti per Alastor: un rituale di divinazione a cui manca il finale, un diario di un Coronato che dimostra come il Re li abbia accantonati e ora cerchino un nuovo monarca da far salire al potere, una filastrocca dal senso sconosciuto e una lettera di “un nemico del nemico comune” che illustra alcuni dettagli su quanto ritrovato.

Mentre si cerca un senso a questi documenti e contemporaneamente si pianifica un attacco serale al Nexus, si riesce a contattare Somniatus per un tavolo di trattativa pomeridiano riuscendo a dialogare con i Figli della Rovina per la prima volta. Somniatus, alla luce del sole morente, spiegherà ai pochi presenti della presenza di due fazioni tra loro: chi mira alla distruzione dei Mondi Ancora e chi mira alla perfezione personale; non sempre queste due realtà sono in accordo. Proporrà agli astanti di indebolire le difese del Nexus per permettere loro di allentare e spezzare i Legacci che avvolgono i loro mondi tenendoli in un giogo oscuro, ma chiederà in cambio l’eliminazione definitiva di cinque suoi fratelli in modo da risvegliare alcuni dei restanti, secondo le dinamiche note a tutti attraverso il Codex Nexus. Lasciando intendere che non avranno alcuna possibilità di riuscirci senza il suo aiuto, gli avventurieri accetteranno il patto che sembra, attualmente, vantaggioso.

L’analisi delle pietre Essenza rivela che i Legacci confluiscono all’interno della Frattura in un unico Intreccio fatto di puro Spettro del Fondamento e che solo qualcuno che padroneggia tale energia può spezzarlo liberando definitivamente i mondi: il Reggente Alexis, incaricato di sperimentare la Dekatria sui non nativi, offre il futuro dekatrista come “arma” ottenendo il consenso di tutti.

Durante il giorno, si susseguono le battaglie e le prove per padroneggiare la Sferografia e gli importanti vantaggi che conferirà nella Battaglia di maggio. Le Casate vengono messe tutte a dura prova, e Argantis dimostra grazie allo zelo degli eroi che hanno ascoltato la Chiamata del Grifone, di non essere da meno delle restanti Casate, già rodate dagli anni.

Giunta la sera, tramite una sapiente coordinazione da parte delle Casate e delle Accademie, ma anche dell’indebolita resistenza del Nexus ad opera di Somniatus, si riesce a penetrare all’interno, fino alla seconda cerchia, prima di effettuare una ritirata strategica, non senza aver purificato il terreno conquistato.

La Frattura, come da patto con Somniatus, è ora raggiungibile e varie spedizioni si succedono: all’interno quale, tra le varie altre cose, si recupera l’esito dalla divinazione fatta dal Re. E’ molto criptica, ma fa capire che la risposta che il Re cercava è in un momento ben preciso dell’anno, su cui subito saggi e cronisti si interrogano…

Ottemperata da Somniatus la propria parte del patto, giunge il momento per gli eroi di tener fede alla parola data e di distruggere, non senza rischi e grandi difficoltà, cinque Figli della Rovina indicati dal committente. Consci di ciò che è stato fatto e della situazione al limite per quanto riguarda la stretta morsa sui propri mondi, la terza sera si decide di tentare un ultimo attacco con tutta la potenza a disposizione contro le mura del Nexus per distruggere definitivamente l’Intreccio nella Frattura grazie alla nuova arma: il dekatrista infuso tramite un rituale cruento.

Cala la notte e gli eserciti marciano, radunandosi sotto cinque vessilli diversi ma con un’unica speranza e un unico obiettivo; dinnanzi a loro l’imponente fortezza del Nexus, brulicante di vita e di morte, li attende e li sfida, forte di nuovi risvegliati e di poteri oscuri. Ritmati dall’incessante forgiatura degli artigiani e dei canti protettivi degli incantatori, con le spalle protette da ronde e occhi nella notte, prontamente curati e medicati dai migliori cerusici e taumaturghi, i combattenti si fanno strada tra le possenti difese delle mura, degli Spettri del Fondamento e delle armi del Nexus, raggiungendo infine la Frattura. Sebbene stanchi e spossati, un piccolo manipolo di uomini accompagna celermente il dekatrista al suo interno, difendendolo e permettendogli di concludere un rito preparato ad hoc al termine del quale l’Intreccio si spezza e i Legami si sciolgono.
Ancora una volta, contro ogni aspettativa iniziale, i piani del Nexus vengono apparentemente annientatati e diradati dall’unione e dallo sforzo congiunto di ogni singolo uomo, sebbene militante sotto cinque vessilli diversi, grazie all’inaspettato aiuto di un figlio della Rovina stesso.

L’ultimo giorno dopo c’è ancora spazio per qualche colpo di scena, con il Nexus che preleva e porta via con se una donna, accorsa alla Chiamata di Soldraconis, che sperimentando su di se alcune tecniche di studio taumaturgiche relative al Nexus, ne diventa infine troppo affine.

La Caccia del Re è vinta da Argantis, con Altea e Radiant subito dopo, al termine in una battaglia in cui Soldraconis e Brandis sono protagonisti di una difesa epica, attaccati su tutti i fronti.