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Laoconte

Animale: Corvo
Colori: marrone e nero
Motto: Insegna a soffrire, vivi a morire

Voi avete scelto come vivere, noi vi insegneremo come morire

Aschenore Laoconte

LO SPETTRO

Dal Re al contadino, dall’anziano all’infante, qualsiasi mortale della più disparata estrazione sociale, prima o poi sente su di sé il crudele (o liberatorio) soffio della morte: questo i Laoconte lo sanno molto bene, senza però rifuggire né scacciare il pensiero dell’ineluttabilità di ciò che questo significhi. La morte livellatrice vale per sè, come i propri nemici. I Corvi sembrano non pianificare nulla, ma infine sono loro che pasteggiano sui campi di battaglia: non vengono accecati dalla promessa di potere, essi sono il potere che decide, separa e miete. In questo, la morte rappresenta un ruolo chiave. Togliere una vita è per i Laoconte il più grande atto di potere cui possano indulgere: energia cui trarre per ampliare il proprio potere. La conoscenza accumulata è per Laoconte una merce di scambio, una ragione d’essere, arma, mezzo e scopo finale, perchè è quella l’unica cosa che gli farà acquistare peso sulla bilancia della morte quando arriverà il momento.

LA CHIAMATA

Entrare a far parte dell’esercito del Corvo non è difficile: la parte ardua è accettare i suoi dettami, e viverne di conseguenza. Se infatti c’è chi non ha remore a stringere patti con oscure creature o commettere atti nefandi per il suo tornaconto personale, un Laoconte scende a compromessi solo in rarissime occasioni e solo se questo può portare reale vantaggio al suo disegno o quello del suo gruppo. Ciò che fa non è per soldi, potere o gloria, che sono di scarso interesse agli occhi di chi è un illuminato tra gli stolti, chi guarda le stelle mentre tutti gli altri sono presi dall’osservare solamente il dito che le indica.
Tra le loro fila trovano posto tanto efferati assassini quanto arcanisti frenetici che concentrano i propri studi per realizzare la propria visione. Sacerdoti il cui obiettivo viene considerata distorta e folle, ma che mira in realtà ad un disegno più grande. guerrieri inarrestabili, consci che chi va in guerra è già morto, ne deve solo accettare la verità. Ma la realtà è che ognuno è volente o meno, servo della morte, e imparare a onorarla è un sentiero che persino l’individuo più puro può intraprendere… a patto che sia disposto ad abbracciarne i dettami. Che si tratti di guadagnare la vita eterna, risvegliare antiche e malvagie entità o ridurre in polvere i propri nemici, ogni Corvo sa che potrà regnare due volte: sulla terra da loro epurata dagli inetti, e nel grande mistero dopo di essa dove sarà ancora una volta carnefice. Per un Corvo non vi è vergogna nel cadere in battaglia poiché essa è anzi una benedizione… finchè tu ne risulti degno.

 

GLI OBIETTIVI

La vittoria dei Corvi porta un anno in cui cieli grigi osserveranno immobili popoli decimati, dove chi non merita è stato mietuto, in cui la vita e la morte hanno disegnato un percorso cui nessuno può sfuggire nell’abbraccio dell’Eco del Fondamento di Laoconte.

VISTI DA...

Argantis

E’ giorno di festa? No? E allora spiegatemi perché un indovino è giunto nel mio castello se non per predirmi il futuro! Il problema, invero, è che le genti di Laoconte ne portano fin troppo, di rispetto. E sono utili, quando ti devi avvalere di servigi… particolari.
Ma nonostante ciò, non posso fare a meno di considerarli solo degli invasati ciarlatani. Perché se dovessi credere a tutto ciò che dicono e fanno, non mi sentirei al sicuro neanche dentro le mura della più inespugnabile tra le fortezze.

Brandis

Noi non parliamo dei Corvi. Porta sventura. E la scarogna è qualcosa che davvero non vuoi in battaglia, te lo assicuro! Ma oggi voglio essere buono e ti darò un mio personale consiglio: stagli alla larga, sempre. Non incontrare con gli occhi il loro sguardo, non parlarne e se sai che anche solo uno di quelli è nei paraggi, alza i tacchi e dattela di gran lena! Anche il più stupido dei soldati sa cosa farà un’ascia se incontra nel proprio cammino la sua testa. E’ il non sapere cosa succederà alla tua anima che ti fa rannicchiare in un angolo in preda al terrore.

Gregoria

Capiscono davvero l’equilibrio, ma con fatalismo lo fanno inclinare sempre verso la stessa direzione. Combattiamo anche per questo, per accertarci di volare più in alto di loro… o sarà la fine.

Lynxia

Si credono i padroni del cielo e della terra, di questa e dell’altra, e si comportano come tali, mantenendo sempre inalterata la loro compostezza. Tuttavia, essa è solo una facciata per le loro più recondite paure. Avrò servito bene? Sarà stato un buon allievo? Avrò fatto le cose nella maniera giusta? Vivono nel giusto terrore per quello che li attenderà dall altra parte. Il problema è le loro paure sono il terrore di tutti, e solo loro conoscono la chiave per decifrarle davvero

Martes

Pericolosi, senza dubbio. Come noi sanno che solo attraverso il controllo si possono utilizzare meglio le proprie risorse ed abilità, così come solo con lo studio e la costante ricerca ci si può evolvere. Ma i nostri scopi differiscono: per la Martora, ogni sacrificio ha come scopo ultimo la salvezza di chi ci è affianco, e le ricompense di tutto questo sono tangibili. Il Corvo invece, porta morte e distruzione per fini che solo lui riesce ad intravedere tra i rossi fumi della sua pazzia… o del suo deviato genio.

Radiant

Non parlate loro. Non ascoltate loro. Non guardate loro. La vostra terra, i vostri cari, la ragione per cui combattete siano la vostra migliore arma contro questi esseri immondi, poichè essi non anelano che la distruzione di tutto ciò che noi rappresentiamo.. Non temete la morte e l’oblio. Baciate la vostra spada. Fatevi forza l’un l’altro.

Soldraconis

Ma che noia! Che senso ha accumulare così tanto potere se poi non si ha la voglia di scatenarlo un po per diletto? Uccidono come noi. Si intrattengono con entità dalla dubbia moralità, come noi. Si dilettano nella nobile arte della tortura e non battono ciglio quando è il momento di condannare alla forca interi villaggi, proprio come noi. E allora perché mi risulta così difficile capirli? Perché io stesso, in loro presenza, ho i brividi?

Valerian

Uccidere per sopravvivere è una necessità. Uccidere per seguire i propri istinti è naturale. Uccidere per imporsi è un prezzo brutale ma giusto. Ma uccidere per cancellare, profanare e creare il vuoto è blasfemia. Loro sono la ragione per cui noi professiamo vita.

Vassago

Raramente accade di incontrare un mercante che non desidera nulla, che non accetta baratti, che non vuole proporti nulla. E’ quel tipo di mercante che spaventa, perchè i suoi rifiuti celano in realtà l’assenso per il bene più prezioso, nascosto e mortale.

 

MOTTI E PROVERBI

Fin dentro il sepolcro

Brindisi comune.

E’ sposato con Laconia

E’ deceduto di morte violenta.

Il corvo non partorisce la colomba

Ciò che chiedi é impossibile.

Ricorda cosa serviamo

Ultime parole di Demostene Laoconte al fratello Aschenore: lo Spettro e il culto della morte vengono prima di tutto.