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Winter Keep 103

Per la prima volta persone non native di Lunaria mettono piede nella Gemma di Istica, nella Rocca d’Inverno, il luogo in cui più di 100 anni fa fu officiato il Rito del Fondamento sulle 13 Casate maggiori.
Sembra una semplice occasione formale per i Guardiani che, la prima sera, presentano le compagnie che hanno combattuto, si sono distinte, e che porteranno alto il vessillo a maggio. Quando la cerimonia sta per finire, le urla dal piano di sotto scuotono gli astanti: il Nexus è qui.
E’ solo l’inizio di una fitta trama che vede Icaria Brandis e i suoi uomini al centro di difficili scelte morali: i Figli della Rovina vogliono farla pagare al Demiurgo che durante gli Echi di Guerra prese il controllo della Frattura per un breve lasso di tempo. E’ una lunga notte di sangue e di poco sonno per chi alloggia nelle stanze della Rocca.
Soldraconis e Radiant decidono di non tollerare per nessuna ragione la presenza del nemico comune, mentre Altea si dichiara neutrale.

Nel frattempo, Onofrius Radiant e le sue Fenici portano all’attenzione di tutti un problema da risolvere. una barriera, di origine ignota, permea il Mare Astrale intorno Lunaria, limitando la diffusione dell’Eco del Fondamento, l’Eco della vittoria di un Guardiano alla Battaglia per Vilegis..
Con saggezza, la Casata decide di muoversi per distruggere l’impedimento magico, nonostante il suo anno da Alto Guardiano sia quasi finito. Le altre Casate appoggiano l’opera, e un rituale lungo 24 ore prende piede in una delle stanze della Rocca.
Duelli e sfide si succedono nella piazza d’armi antistante il castello, mentre al suo interno si discute e si studia nelle Accademie.
Strani diari vengono ritrovati in circostanze ancora più ambigue, che svelano la più assurda delle sorprese: un corridoio temporale li collega ai loro vecchi proprietari, niente meno che il Principe Alares e il Re Alastor Argantis.
Lo scambio di “corrispondenza” si fa fitto, e dura per giorni e notti, svelando antichi segreti che persino Istica aveva dimenticato.
Durante la seconda notte, Brandis, con una mossa d’arguzia, riesce a depistare le altre Casate, permettendo al Nexus di eseguire il suo rito per bandire il Demiurgo del Sangue. Accese discussioni si alzano tra le Casate, spente dai Guardiani stessi, uniti nonostante le divergenze.

Ma all’alba, quando il peggio sembra essere passato, e il conclave s’appresta a chiudersi, una voce da tempo dimenticata eccheggia tra le mura della Rocca: Re Alastor chiama la sua sfida, oltre i confini di dimensioni credute lontante, una storia che solo i presenti hanno il coraggio di raccontare.
La sua furia si abbatte, e la Gemma di Vilegis è il suo primo obiettivo.
Alexis Eremon II, Rettore dei Guaritori, informa gli astanti che la città è caduta.

La mattina, che sembra triste e uggiosa, viene rianimata: come a esorcizzare lo spettro della distruzione, le genti si riuniscono in un torneo dell’Arena del Giudizio, dimenticando per qualche ora quanto è accaduto, pronte a ricominciare a combattere per la propria Casata e per se stessi, a prescindere dal nemico, Nexus, Demiurghi o sovrani di tempi antichi.
La Rocca d’Inverno si chiude con il grido di battaglia della Fenice, che tutti i presenti urlano, a prescindere dalla loro Casata: dalla cenere, alla vittoria.